Panathlon Club Venezia - 16. Venice Panathlon Day

 

Amore per lo sport e sano fair play al centro del 16. Venice Panathlon Day, quest'anno ospitato nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista e celebrato insieme ad un parterre di atleti del presente e del passato.

Un'occasione per condividere i valori dello sport, strumento prezioso per la formazione dell'individuo. «Valore della tradizione, spinta all'innovazione e centralità delle persone: elementi fondativi ha commentato il presidente del Club lagunare, Diego Vecchiato sia di questa Scuola Grande che delle attività del Panathlon». «Colgo l'occasione - ha detto il vicesindaco e assessore allo Sport, Andrea Tomaello, in corsa per le prossime Regionali a sostegno di Alberto Stefani - per ringraziare il mondo del Panathlon e quello sportivo veneziano. Forse sarà per me l'ultimo anno a questo evento, nella mia veste attuale. Porto nel cuore le tante storie e realtà incontrate».

 

Un viaggio denso di emozioni, cominciato con l'inno di Mameli, tra testimonianze e una carrellata di riconoscimenti, a partire dal Venice Panathlon Sport Award assegnato ad Igor Cassina, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atene 2004 nella sbarra e l'unico ginnasta italiano ad aver dato il proprio nome ad un elemento tecnico riconosciuto a livello internazionale. Il premio gli è stato conferito non solo per la sua luminosa carriera, ma anche per l'impegno nel trasmettere i valori dello sport come palestra di vita. «Complimenti innanzitutto ai genitori dei ragazzi: anch'io ha detto Cassina sono cresciuto in una famiglia che mi ha trasmesso valori importanti. Sono trascorsi 21 anni dalla medaglia d'oro. Lo sport è una sfida quotidiana, che ci insegna ad imparare anche dalle cadute. Non sarà mai il risultato finale a determinare lo spessore di chi siete».

UNA VITA PER LO SPORT

Il premio Mario Viali - Una vita per lo sport è andato al veneziano Daniele Scarpa, oro e argento olimpico, nella canoa, ad Atlanta 1996, oggi promotore di progetti per i giovani. «Venezia deve tornare ad essere regina del canottaggio le sue parole Ben venga il Bosco dello Sport, ma sarebbe importante creare un polo nautico in laguna. Me lo immagino all'isola della Certosa. Bisogna investire negli sport legati alla tradizione, riportando i giovani a comprendere l'arte e la cultura della voga». Tra i riconoscimenti, anche il Fair Play alla Carriera a Franco De Respinis, general manager della Reyer dal 1966 al 1996, continuando a operare nel basket anche in seguito. Sul palco, per lui, il figlio Simone. La serata è proseguita con Giulia Marella, insignita del premio Giovani Promesse: classe 2008 e veneziana, ha già scritto pagine importanti nella vela giovanile raggiungendo, tra gli altri, il titolo di campionessa europea Ilca 4 Youth in Polonia.

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