Serata importante quella della conviviale di marzo per il Panathlon Club Ferrara, sia per la vita associativa del club, sia per la ricchezza degli ospiti e delle trattazioni, incentrate sul tema proposto: “Lo Spirito Olimpico tra presente e passato: MilanoCortina2026 incontra Cortina '56”.
Il convivio, che vede il ritorno nella storica sede del Duchessa Isabella, dal punto di vista associativo vede il “passaggio della campanella” tra la ora Presidente Onoraria Luciana Boschetti Pareschi e il nuovo Presidente Massimiliano Bristot, un passaggio nel segno della continuità, come confermato dalla squadra di consiglio, con la vicepresidenza vicaria sempre affidata ad Angela Travagli.
A tenere a battesimo questo cambiamento è il Presidente del Panathlon International Giorgio Chinellato, per la prima volta in vista al Club, unitamente all’Assessore allo Sport del Comune di Ferrara – Città Europea dello Sport 2027 Francesco Carità. Graditissima anche la prima visita di un rappresentante della Curia, Monsignor Michele Zecchin, delegato a rappresentare sua Eccellenza l’Arcivescovo Monsignor Gian Carlo Perego. E questi sono solo i principali di una nutritissima lista di ospiti, molti dei quali impegnati come relatori, come al Governatore dell’Area 5 Emilia-Romagna e Marche del Panathlon International Stefano Ripanti. A concludere questa parte prettamente panathletica è la consegna a Davide Conti, fresco della vittoria dell’Argento Europeo master di Ju jitsu svoltisi a Creta, della benemerenza per i 10 anni di appartenenza al Club.
La parte conviviale si apre con la proiezione di una sintesi di Vertigne Bianca, il docu-film del CONI su Cortina ’56, che vide come registra il ferrarese Giorgio Ferroni, con la presenza in sala del pronipote Giorgio Ferroni, figura di spicco dell’associazionismo ferrarese che gioca sull’omonimia con il bisnonno e ne racconta i tratti, mentre Maurizio Villani, Presidente del Cineclub FEDIC Ferrara, racconta le scelte più prettamente cinematografiche.
Si prosegue con il presentatore della serata, Mirko Rimessi, in un dialogo con Federica Lodi, che analizza il confronto del racconto tra i giochi del ’56, o anche solo del 2012, come racconta la giornalista di Sky Sport che quest’anno ha seguito per l’emittente la sede di Livigno, esempio concreto di come gestire questi Giochi diffusi dal punto di vista comunicativo, compreso il momento particolare della Cerimonia di Apertura e accennando anche alle differenze tra il racconto tradizionale e quello dei social. Senza dimenticare la differenza sostanziale tra il ’56, dove le Olimpiadi rappresentavano l’evento, a oggi, dove sono il primo tempo, con le Paralimpiadi a tenere accesso il fuoco, mettendo in gioco tantissime ulteriori tematiche.
Si continua poi ai racconti da MilanoCortina2026, definiti da Chinellato “i grandi vincitori dei Giochi”, con tre visioni molto particolari provenienti dall’area medica. Si comincia con il Governatore Stefano Ripanti, impegnato come medico durante le Paralimpiadi, che narra a metà tra il suo ruolo primario per il quale lì si trovava sulle piste da sci e le emozioni derivate dall’essere panathleta presente in prima fila in un evento che esalta tutti i valori che il movimento promuove, tra cultura, etica sportiva e fair play. Segue il Dottor Gabriele Zazzarini, fisioterapista senigalliese “olimpionico” da ben tre medaglie d’Oro, le due di Francesca Lollobrigida e quella del team maschile della pista lunga. Con lui c’è modo di ricordare come il movimento del pattinaggio su ghiaccio italiano abbia una forte provenienza dalla “strada”, ed è immancabile, a due passi da lei, la citazione per Piazza Ariostea, per poi entrare nello specifico del suo operato e il racconto di episodi curiosi, come il prestito delle scarpe a Francesca per le premiazioni, avendo lei per scaramanzia lasciato l’apposita divisa “da podio” al villaggio. Conclude questa parte il Dottor Riccardo Tieghi dell’U.O. di Chirurgia Cranio Maxillo Facciale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria S. Anna di Ferrara, impegnato a Milano proprio nella sua specializzazione, per eventuali interventi conseguenti agli scontri nelle partite di Hockey, una nuova richiesta specifica del CIO per completare ulteriormente nell’equipe medica. Per fortuna Tieghi non ha avuto particolare lavoro, potendo così descrivere una precisissima macchina organizzativa, che operava con grande rigore e rispetto dell’etica professionale.
La serata si conclude il racconto appassionato della socia e consigliera del Club Rita Minarelli, che ha vissuto i Giochi come volontaria a Cortina, come testimoniato dalla divisa riservata appositamente indossata durante la serata, dalla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici allo stadio del Curling, dove ha prestato il proprio servizio, il tutto corredato da foto e video di queste indelebile esperienza.
Conviviale dunque riuscitissima, come ribadito dal Presidente Internazionale al quale è stata affidata la chiusura, in questo avvenimento inserito nella lunga serie che caratterizzerà il 75° compleanno dalla fondazione, a Venezia, del Panathlon. E ora, per il Club di Ferrara, è invece tempo di pensare ai Premi Panathlon “Atleta Eccellente, Eccellente Studente”, che a breve verranno ufficialmente lanciati con il relativo bando di selezione per i migliori talenti del nostro territorio.